“Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore, perché dipingere non è un modo di fare, ma un modo di essere”

“Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore, perché dipingere non è un modo di fare, ma un modo di essere”

Opere di Renato Mambor sono state esposte nell’ambito delle seguenti mostre:

Un Atlante di arte nuova. Emilio Villa e l’Appia Antica.

a cura di Nunzio Giustozzi, da un’idea della casa editrice Electa

26.06 – 19.09.2021

Complesso di Capo di Bove sull’Appia Antica, Roma

La scuola di Piazza del POPolo – Pop o non Pop?

a cura di Gabriele Simongini

28.05 – 28.06.2021

Monogramma, via Margutta 102, Roma

Arte e Natura – Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea

a cura di Antonia Arconti, Ileana Pansino, Daniela Vasta

12.05 – 19.09.2021

Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Roma

 

Il grande gioco

a cura di Alessio de’Navasques

27.05 – 20.07.2021

EDDART, Palazzo Taverna, via Monte Giordano 36, Roma

FOCUS SU RENATO MAMBOR

TornabuoniArt dedica a Renato Mambor uno speciale Focus di approfondimento, ponendo l’attenzione su alcuni cicli del suo lavoro, che nasce sempre da un progetto in cui emerge il suo rapporto con la libertà, i limiti che separano e i legami che uniscono gli esseri umani alle cose, alle idee e alla vita.
Realizzato in collaborazione con l’Archivio Mambor e Federico Sardella.

 

Itinerario, 1968, tecnica mista e collage su cartone, 101×71 cm (particolare)

 

 

Ceroli e Mambor

PROFILI E OMBRE NELLA ROMA POP

4 giugno – 25 luglio 2020 Tornabuoni Art Paris

Lo scultore Mario Ceroli e il pittore Renato Mambor sono entrambi membri del gruppo della Piazza del Popolo che influenzò la scena artistica romana per molti decenni. Questi due artisti sono rappresentativi della particolarità della Pop art italiana, tanto nella scelta dell’uso di materiali umili come fece Ceroli, influenza diretta degli insegnamenti dell’Arte Povera, quanto nell’ancoraggio di questo movimento nel patrimonio culturale e storico millenario italiano, a cui la cultura popolare rimane intrinsecamente legata.

La mostra è costruita come un dialogo, incentrato sulla ricerca visiva di Ceroli e Mambor attorno a silhouette, ombre e profili.

 

Renato Mambor e Mario Ceroli fotografati a New York nel 1966

 

 

 

Renato Mambor

AU DELÀ DU POP ART

Istituto Italiano di Cultura, Parigi

13 febbraio 2020

In occasione della mostra presso la Galleria TornabuoniArt Paris, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi organizza una serata dedicata a Renato Mambor, con la proiezione del film Mambor di Gianna Mazzini.

Su invito dell’Istituto, dialogheranno tra loro Walter Guadagnini, Gianna Mazzini e Patrizia Speciale Mambor

Il film Mambor di Gianna Mazzini

e la scultura Trousse

al Lido di Venezia

Isola Edipo
in occasione della 76. Mostra d’Arte Cinematografica

 

Il progetto denominato Parola Chiave Mambor ideato da Silvia Jop si è sviluppato attorno al film documentario Mambor di Gianna Mazzini.

Le singole proiezioni nell’arco dell’estate 2019 sono state accompagnate da inediti incontri d’artista: quattro performance, quattro diversi atti di identità e autenticità da parte di Fabrizio Gifuni a Roma, Stefano dal Bianco a Firenze, Emanuele Trevi a Milano, Andrea Satta a Palermo.

La presentazione del film al Lido di Venezia (nell’ambito della rassegna Isola Edipo, in collaborazione con le Giornate degli Autori, lunedì 2 settembre 2019) è stata l’occasione per riunire per la prima volta tutti gli artisti coinvolti, che al termine della proiezione hanno dato vita a un dialogo a quattro voci all’interno della Trousse, l’opera di Renato Mambor che è stata esposta per l’intera durata della Mostra d’Arte Cinematografica accanto alla Edipo Re, storica imbarcazione che fu di Giuseppe Zigaina e Pier Paolo Pasolini.

News

A TUTTO MAMBOR

L’ARTE DI OSSERVARE

18 MAGGIO – 15 LUGLIO 2019

Il 18 maggio, nell’ambito della Settimana delle Culture, è stata inaugurata a Villa Zito a Palermo la mostra dal titolo “A tutto Mambor. L’arte di osservare” a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi.

La mostra, accompagnata da un catalogo edito da Maretti Editore, sarà visitabile fino al 15 luglio 2019.

Artista

Credo che l’artista possa cambiare il proprio passato. La tecnica che negli anni ’60 fissava le figurine piatte e monocrome sulla tela è la stessa che negli anni ‘90 dà vita alla sagoma che mi ritrae di spalle, l’Osservatore. Oggi prendo me stesso come oggetto di ricerca e sperimento nella vita il cambiamento. L’atteggiamento è inclusivo, freddo e caldo, i due poli convivono per un allargamento della coscienza. Ecco che il lavoro dei primi anni diventa causa di come tenere al guinzaglio il piccolo io per crescere, mutare, trasformarsi a volontà.

Archivio

L’Archivio Mambor ritiene importante assumere un nuovo sguardo per leggere il percorso di un Artista che ha lavorato per più di 50 anni con continue esplorazioni, studiandolo non solo nelle singole fasi ma nella complessa unità della sua ricerca. A tale scopo si prefigge di archiviare tutte le opere di Mambor, di costruire una base di conoscenza e difesa del lavoro e preparare la pubblicazione del Catalogo Ragionato; di promuovere e sostenere progetti sulla grande attualità e vitalità della sua sperimentazione.

ESISTE UNA RELAZIONE FORMIDABILE TRA ME E TUTTE LE COSE